Gay & Bisex
Lavoro hot
Kimboy74
30.01.2026 |
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Entrarono i clienti: quattro maschi esigenti – due bodybuilder italiani con cazzi da 20+ cm curvi, un nero americano touring con un mostro da 25 cm spesso come lattina, e un arabo..."
Il Terzo Uomo della TransMatteo era un 22enne disoccupato, atletico ma disperato, con addominali scolpiti da palestra low-cost e un culo alto e sodo che attirava sguardi indiscreti. Cercava lavoro su app di gig economy quando ricevette un messaggio privato: "Cerco terzo uomo per massaggi tantra. 200 euro/ora. Solo ragazzi puliti e versatili. Contattami." La foto era di una mora stupenda, curve da modella, tette enormi silicone e labbra carnose. "Trans? Boh, massaggi, facile," pensò Matteo, rispondendo.
L'incontro fu in un appartamento da escort di lusso: lei era Sofia, 35 anni, trans brasiliana da urlo – 1,80 m di gambe infinite, cazzo di 22 cm sempre pronto sotto una minigonna, e un fascino letale. "Ti assumo come 'terzo' per i clienti esigenti," disse con accento sensuale, palpandogli il pacco. "Fai il passivo quando serve, prendi cazzi grossi e sorridi. Inizi oggi." Matteo, tentato dai soldi, annuì. "Ok, ma niente di estremo."
Per settimane fu roba soft: succhiare cazzi di riccastri mentre Sofia li scopava, o farsi leccare il culo durante i duo. Guadagnava bene, culo sempre lubrificato ma intatto. Poi arrivò l'offerta bomba: "Cliente speciale, gangbang privato. 500 euro per te, fai il passivo principale. Due ore, no limiti." Matteo esitò – "Gangbang? Quanti?" – ma 500 euro erano troppi per rifiutare. Firmò un consenso rapido e si presentò nudo in una villa郊外, stanza con king-size bed, luci rosse e specchi ovunque.
Sofia entrò per prima, nuda eccetto tacchi killer, tette da copertina che rimbalzavano e cazzo eretto, venoso e cappellone viola. "Io apro le danze, amore," tubò, spingendolo a quattro zampe. Matteo sentì la cappella lubrificata premere sul suo buco vergine da gang (solo dita prima). "Rilassati," disse lei, affondando piano – 10 cm, poi tutto dentro con uno schloc. Matteo gemette: "Cazzo, è grosso!", il dolore che si scioglieva in piaceri proibiti mentre Sofia pompava ritmica, tette contro la sua schiena, unghie che graffiavano i fianchi. "Bravo, troietto, il tuo culo è una figa perfetta," ansimava, colpendo la prostata fino a fargli sgocciolare pre dal cazzo.
Dopo 15 minuti di scopata da pro – Sofia che lo girava in cowgirl, facendogli rimbalzare sul suo palo mentre gli torceva i capezzoli – esplose: "Prendi la mia leche brasiliana!" Fiotti caldi e densi riempirono Matteo, traboccando dal culo dilatato. Si ritirò, lasciando un buco pulsante. "Ora tocca a loro."
Entrarono i clienti: quattro maschi esigenti – due bodybuilder italiani con cazzi da 20+ cm curvi, un nero americano touring con un mostro da 25 cm spesso come lattina, e un arabo peloso con arnese nodoso e palle enormi. "La nostra puttana è pronta," annunciò Sofia, versando lubrificante fresco sul cratere di Matteo.
Primo: L'italiano alpha, lo montò a pecorina, cazzo diritto che sfondava residui di sborra di Sofia, pompando brutale. "Stringi, cazzo!" Matteo gridò di piacere/dolore, prostata in fiamme.
Secondo: L'altro italiano, lo girò missionario, gambe spalancate, penetrando profondo mentre gli pisciava in bocca un getto caldo. "Bevi, troia!"
Terzo: Il nero, reverse cowgirl – Matteo cavalcava quel palo ebano, dilatato al limite, palle nere che sbattevano sul suo culo, sudore nero su pelle bianca.
Quarto: L'arabo, piledriver finale – a testa in giù, cazzo peloso che piombava verticalmente, riempiendolo di sborra araba densa come yogurt.
Sofia dirigeva: "Più forte, ragazzi! Rompete il suo culo!" Durarono due ore di rotazioni – doppio anal con due cazzi italiani che si strofinavano dentro, fisting leggero del nero, e Matteo che veniva tre volte senza toccarsi, sborra che schizzava ovunque. Urlava "Basta, non ce la faccio!", ma il consenso lo legava, e il piacere lo tradiva.
Alla fine, tutti esplosero: sborra multi-colore che lo gonfiava come un palloncino, colando da bocca, culo e pacco. Matteo crollò in un lago di fluidi, culo distrutto – rosso, gonfio, aperto come una rosa sfiorita.
Sofia gli diede 500 euro: "Perfetto, terzo. Torna presto." Matteo tornò a casa barcollante, mutande appiccicose di sborra rappresa. La coinquilina, la sua ex-ragazza che divideva l'affitto, lo vide zoppicare. "Cos'hai? Sembri uno che ha scaricato mobili tutto il giorno!"
"Sì, proprio," mentì lui con un ghigno, accasciandosi sul divano, 500 euro in tasca e un segreto bollente. "Mobili pesanti, ma ne valeva la pena."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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